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| Gli Eroi Invisibili |
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| di Riccardo Cicerone |
| Sabato 19 Febbraio 2011 19:16 |
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Ho deciso di inaugurare la rubrica università nel modo in cui, di solito, invece, si chiude un percorso di vita, artistico, letterario, scolastico ecc.. ossia con i ringraziamenti. Sì, perché a quasi due anni ormai da quella tragica notte del 6 aprile 2009 non sono mai state spese in maniera forte e chiara parole di ringraziamento verso gli studenti dell’Università dell’Aquila .
La natura non ha fatto distinzioni e ha colpito indiscriminatamente studenti aquilani e studenti cosiddetti “fuori sede”, questi ultimi, la città dell’Aquila li porterà marchiati a fuoco sulla pagina più brutta della propria storia perché sono vittime dell’incuria, della superficialità e dello sporco affarismo sia delle istituzioni locali tutte, sia dei privati cittadini loro locatori. Verso di essi e verso le loro famiglie che non smetteranno mai di piangerli non vanno rivolti però i nostri “grazie” , ma le nostre scuse più profonde per quanto poco possano servire a colmare questo immenso dolore. I nostri ringraziamenti, altrettanto sentiti, vanno a tutti gli studenti che dal 7 aprile, nonostante fossero stati traditi da questa città che veniva definita “universitaria” per eccellenza, non hanno abbandonato il nostro ateneo. Questi ragazzi hanno sofferto con discrezione nei momenti immediatamente successivi alla tragedia, quasi a non voler disturbare il pianto degli aquilani “di nascita” o “di residenza”; come se il loro lamento fosse in qualche modo da gridare sottovoce soltanto perché sulle loro carta d’identità o sul loro codice fiscale non risultava la sigla del comune capoluogo. Eppure loro il 6 aprile c’erano come tutti, hanno gridato e pregato, hanno pianto e pensato che fosse la fine proprio come “noi” aquilani in quei maledetti 27 secondi. Nella testa di coloro che sono sopravvissuti è stato stampato indelebilmente il rumore, quel rumore che nessuno di noi ha ancora dimenticato, infine, come tutti, hanno raccolto tra le macerie le proprie vittime. Oggi a questi eroi silenti che vivono lontani dalla città perché non trovano alloggi, che pagano affitti stellari, che non dispongono di mense, di strutture e aule adeguate, che aspettano sotto la pioggia sporadici autobus che li riporteranno a casa, va il nostro grazie. Grazie di credere ancora in qualcosa che noi stessi aquilani facciamo difficoltà a vedere, Grazie di riporre nell’Aquila ancora fiducia, Grazie di aver scelto di venire a vivere, studiare e spendere i vostri soldi qui, in questa città che ormai non ha nient’altro che l’università e che pure sta cercando di fare di tutto per distruggerla. Perché l’università si distrugge abusando della pazienza di questi eroi che non saranno, perché non devono esserlo, non è giusto per loro, tolleranti all’infinito. Se questa città deve ripartire (è ridicolo parlare ancora di ripartenza dopo 2 anni, lo so!) lo deve fare su l’unico motore culturale, sociale e soprattutto economico che possiede: l’ateneo. Ci rivolgiamo alle istituzioni tutte affinché le promesse fatte sull’onda dell’emotività (che garantiscono consenso e voti) siano rispettate perché adesso è arrivato il momento di chiedere il conto e saremo ben attenti a ricordare e pretendere. Da oggi gli studenti scendono sul campo di battaglia e non faranno sconti. Se questa è, come dicono, una città universitaria, beh…ce la riprenderemo!
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| Ultimo aggiornamento Sabato 24 Settembre 2011 21:08 |