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| Immota manet |
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| di Alessia Donati |
| Mercoledì 09 Maggio 2012 10:03 |
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"Gridarono tutti insieme: Facciamo una città così bella (Buccio di Ranallo da Cronache sulla fonazione dell’Aquila)
Immota manet, letteralmente Rimane immutata, normalmente tradotta in Resta ferma, ben salda, è una locuzione latina scritta sullo stemma della città de L’Aquila.
Sicuramente questa scritta rappresenta la popolazione dell’Aquila,cioè gli aquilani, nel loro modi di relazionarsi ai cambiamenti e con ciò che non conoscono. Pensiamo alle caratteristiche geografiche della città de L’Aquila, circondata da montagne posto difficile da raggiungere senza trasporti moderni, quindi ipotizziamo un isolamento dallo “straniero”, in particolar modo nei secoli precedenti; oggi incontriamo analoghe difficoltà, soffermiamo il pensiero sulla rete ferroviaria mai molto intensificata proprio perché si dovrebbero affrontare troppe montagne...
Sembrerebbe quindi una popolazione poco abituata al forestiero poco abituata ai cambiamenti portati dalla novità, ci fanno ipotizzare una chiusura al livello relazionale una preferenza di appartenenza ai gruppi di persone che già si conoscono.
In psicologia possiamo definirlo come paura dell’ignoto, infatti la ruota della nostra Storia ha sempre girato intorno a due assi incrociati: la paura del nuovo ed il coraggio di esplorarlo. La psiche universale dell’essere umano ha scandito il tempo della sua evoluzione come un pendolo oscillante tra due “archetipi” (immagini primordiali dentro di noi) fondamentali: - La paura dell’ignoto - L’eroismo di scoprire cosa ci fosse al di là
Stiamo parlando dei “cambiamenti” e della possibilità di imparare a gestirli.
Per gestire il cambiamento occorre avere chiara “la rotta da seguire”, uno stile di vita intelligente, essere pronti e bravi nel recuperare le “derive” , i momenti di crisi ed evitare quindi pericolosi “naufragi” , malesseri e patologie, o il ritrovarsi “in secca” e fasi di stallo prolungato.
Volendo approfondire questo ultimo punto, nel concetto di cambiamento sono insite due definizioni di particolare interesse: - Cambiamento come evoluzione – assimilabile al concetto di crescita o sviluppo (con l’ulteriore distinzione tra la crescita che avviene per gradi e lo sviluppo che può avvenire per “salti”) - Cambiamento come transizione – assimilabile al concetto di mutazione
La nostra storia di esseri umani si snoda attraverso i secoli intrecciando evoluzioni e transizioni sempre con le nostre risorse personali.
Sapersi mettere in gioco e quindi essere bravi nel gestire i cambiamenti, significa tenersi pronti a “smontare la tenda”, perché in quel momento c’è una tempesta o semplicemente non è di gradimento la situazione vissuta; a rimontare la “tenda” in un altro luogo, sempre con i “paletti saldi e funzionanti”.
Si è dunque un “campeggiatore della vita” in movimento ed in mutamento ma sempre con gli “ancoraggi psicologici” che tutelano da debolezze e crisi di identità.
Gli ancoraggi psicologici è una metafora per indicare la propria identità, chi si è realmente con un ambiente esterno che cambia, conoscenze e amicizie che si evolvono, amori ed affetti che possono cambiare, si è sempre se stessi con i proprio pregi ed i propri limiti, con i propri punti di forza e con quelli di debolezza!
Ciò che non si conosce non si può controllare, quindi come esseri umani tendiamo ad avvicinarci a tutto ciò che conosciamo, anche se non è propriamente buono per noi ma che sappiamo già come relazionarci, cadendo il rischio di vivere solo con il nostro “copione di vita”.
Detto questo spero vivamente che noi aquilani possiamo far nostra di più la frase completa che sarebbe Mens immota manet, traducibile in Rimane fermo nelle sue scelte, nel suo pensiero, perché si è scelto.
Lettura per curiosità: - Greco, La psicologia del cambiamento, Franco Angeli |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Maggio 2012 15:01 |