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Sia giovani che vecchi PDF Stampa E-mail
di Alessia Donati   
Martedì 03 Aprile 2012 16:11

…le persone che ami le chiami “respiro mio”.

Si dice che la persona giusta

è quella che respira allo stesso ritmo tuo.

Così si può baciare e fare un respiro più grande.

(Alessandro D’Avenia)

 


Dalla frase che l’autore del libro “cose che nessuno sa” fa dire da una anziana ci possiamo ricollegare, come detto in un precedente articolo, la saggezza popolare è la capacità di valutare e affrontare le situazioni della vita con ragionevolezza e prudenza, utilizzando esperienze già provate ed è alla portata della maggior parte delle persone, del popolo.

 

Possiamo pensare di fare un passaggio successivo e fare propria al saggezza; in questa società si pensa che la saggezza appartenga solamente alla vecchiaia, a questo proposito è doveroso citare  C. G. Jung il quale sostiene che esistono immagini di vecchi saggi e di giovani eroi che fanno parte di ognuno di noi.

 

Jung  affronta il tema degli Archetipi che sono contenuti dell’inconscio collettivo, ovvero immagini primordiali di comportamenti.

 

Queste “immagini primordiali” sono “autoctone”, capaci cioè di generarsi per forza autonoma, percepibili dalla coscienza, ma provenienti da una matrice inconscia comune a tutti i popoli, senza distinzioni di tempo né di luogo.

 

Quindi detta in altri termini l’ARCHETIPO è un’intuizione che l’istinto ha di sé stesso. È un’autoraffigurazione dell’istinto. Esso si esprime per via simbolica e rappresenta a priori un “modello di comportamento” le cui manifestazioni possono variare storicamente. L’ARCHETIPO possiede inoltre una sua forza intrinseca ed incontenibile, che può riversarsi con effetti imprevedibili, tanto sull’individuo che sulla società.

 

Tra i fondamentali archetipi Jung cita quello dell'Ombra, quello dell'Anima e quello del Vecchio Saggio.

 

L'archetipo del Vecchio Saggio, lo si può incontrare anche in differenti favole, fiabe o proverbi che nel mito e nel folkore impersona lo Spirito.

 

Il Vecchio Saggio appare, oltre nelle narrazioni ma anche nei sogni, come mago, medico, sacerdote, maestro, professore, nonno (Grande Padre), o persona comunque autorevole. L'archetipo dello spirito in forma di uomo, gnomo o animale, si presenta sempre in una situazione in cui perspicacia, intelligenza, senno, decisione, pianificazione ecc., sarebbero necessari, ma non possono provenire dai propri mezzi. L'archetipo compensa questo stato di carenza spirituale con contenuti capaci di colmare la lacuna.

 

All'archetipo del Vecchio Saggio, secondo Jung, esso custodisce il "senso" ancora nascosto dell'esperienza. Donde ci giunge dunque tale "senso", da dove "prendiamo" il significato? E' evidente, proprio per quanto fin qua detto, che esso ci giunge dall'inconscio. Il Vecchio Saggio come il principio spirituale e giuda della conoscenza.

 

Quindi il Vecchio Saggio è' il tipico archetipo dell'integrità dell'Io di un uomo, in tutti i suoi aspetti, il suo potenziale che gli fa cenno dal futuro; ma, soprattutto, le forze vitali che vengono ad un compromesso con lo spirito cosciente. Quando l'ammirazione per i "superiori" (e specialmente per il padre) comincia a vacillare (le loro opinioni non sembrano più tanto giuste), il Vecchio Sapiente appare nei sogni come un indizio della saggezza e della superiorità che l'individuo vorrebbe acquisire per sé. Nessun archetipo può apparire alla sola invocazione del sognatore, ma il Vecchio Sapiente compare spesso quando l'individuo, o l'eroe del sogno, si trova in una situazione disperata dalla quale solo l'intervento dello spirito può liberarlo, spesso galvanizzando le riserve di energia dell'inconscio per raggiungere il suo scopo. Il Vecchio Sapiente è molte volte fonte d'ispirazione, di entusiasmo, di perspicacia, di intuito, di comprensione. Se dà un consiglio, val la pena di seguirlo.

 

Quando si pensa all’archetipo del Vecchio saggio dobbiamo dare un po’ si spazio all’archetipo del il Giovane/Vagabondo o Cacciatore, per questa sua giovinezza, ha in sé il seme della potenziale trasformazione nell'Eroe e, successivamente, nel Vecchio Sapiente, incarnando cosi tutti gli aspetti dell'Io; poiché egli è anche il Cercatore.

 

Il Vagabondo. L'errante, chi va alla deriva (chi è stato visto, in un sogno, aggrappato a un pezzo di legno trasportato dalla corrente): privo di ogni altra influenza, questo aspetto delle forze vitali interiori evita ogni impegno, rifiuta di diventare adulto e finisce col restare sempre infantile, anche nella vecchiaia, piuttosto che accettare la sua condizione di uomo. Il Cacciatore. Una passione piena di curiosità per l'avventura, che contrasta con la pazienza, il sacrificio, la dedizione.

 

Tutto questo per sottolineare che dentro di noi c’è una “parte vecchia e una parte giovane” con tutte le caratteristiche che le contradistinguono; quando prendiamo decisioni o decidiamo di percorrere una determinata strada è l’una o l’altra “parte di noi” che echeggia e ci spinge a fare un’azione.

 

Tutte le azioni da noi fatte, sono una scelta fatta proprio da noi stessi!

 

 

 

Letture per curiosità:

-Carotenuto A. (a cura di), Trattato di psicologia analitica, 2 voll., UTET, Torino 1992

-Jung C. G., Tipi psicologici, in Opere vol. 6, Bollati Boringhieri Editore, Torino 1997.

- Jung C. G., Gli archetipi dell'inconscio collettivo, in Opere vol. 9*, Bollati Boringhieri Editore, Torino 1997.

- Pieri P. F., Dizionario junghiano, Bollati Boringhieri Editore, Torino 1998.




Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Aprile 2012 17:31
 

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