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Corrado Passera e i residui del berlusconismo PDF Stampa E-mail
di Valerio Valentini   
Mercoledì 30 Novembre 2011 16:26

 

Il 16 novembre 2011, al termine della presentazione dei ministri, un giornalista ha chiesto a Mario Monti, ennesimo salvatore della nostra patria sciagurata, se non ci fosse il rischio di un conflitto di interessi nella nomina di Corrado Passera a ministro dei trasporti, delle infrastrutture e dello sviluppo. Il nostro presidente del Consiglio ha risposto così: “Il nuovo ministro […] ha una lunga storia manageriale che include esperienze nel mondo industriale, dei servizi e, da ultimo, nel mondo bancario, e ho considerato la sua storia come una importante premessa e una promessa di un’attività proficua senza che vi siano nelle sue nuove funzioni possibili intralci legati alla sua attività passata”.

Nella logica di Monti , è evidente, c’è una pervicace incrostazione del pensiero berlusconiano, un residuo di questo ventennio in cui il conflitto d’interesse ha irrevocabilmente paralizzato l’Italia e l’ha gettata nella situazione in cui ora versa. E una risposta del genere è inammissibile soprattutto se, a darla, è un uomo a cui è stato delegato il compito di segnare una rottura rispetto al recente, tristissimo passato del nostro Paese.

In sostanza, Mario Monti ha posto a garanzia della legittimità e dell’opportunità della nomina di Corrado Passera l’esperienza del banchiere, il suo glorioso passato e il suo curriculum. Un po’ come fondare la difesa di un imputato per omicidio dicendo: “è un bravo ragazzo, s’è laureato col massimo dei voti!”.

Con questo, ovviamente, non voglio mettere Monti sullo stesso piano di Berlusconi, né tantomeno paragonare Passera a un delinquente. Semplicemente, il nostro nuovo ministro dello sviluppo economico, dei trasporti e delle infrastrutture dirige una banca – Banca Intesa – che detiene il pacchetto di controllo di Telecom (infrastrutture e sviluppo economico), partecipa alla Cai, cioè la cordata che ha rilevato Alitalia (infrastrutture, trasporti e sviluppo economico), ha crediti nei confronti di Fininvest (infrastrutture e sviluppo economico) per oltre un miliardo e mezzo di euro, detiene il 20% delle quote azionarie di Ntv, la società ferroviaria di Montezemolo e Della Valle (infrastrutture, trasporti e sviluppo economico). Chi ci assicura che il neoministro prenderà le decisioni negli interessi del Paese e non della sua banca e delle società in cui è immischiata? Possiamo fidarci della sua “storia manageriale”? No, caro professor Monti. Non possiamo.

Se vogliamo uscire dal pantano nauseante del berlusconismo, dobbiamo tornare a porre la legalità al centro della politica. E scegliere non in base ai curricula dei ministri, ma in base alla costituzione. E la costituzione, secondo gli artt. 65 e 66, obbliga il Parlamento a valutare l’eleggibilità dei suoi membri in base alla legge ordinaria. Legge ordinaria che, all’articolo 10 del DPR 361/1957, recita: «Non sono eleggibili [...] coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica, che importino l'obbligo di adempimenti specifici, l'osservanza di norme generali o particolari protettive del pubblico interesse, alle quali la concessione o la autorizzazione è sottoposta».

Ora, io non sono un giurista. E magari qualche principe del foro, con un triplo salto mortale sul lessico – alquanto oscuro – di questo periodo, potrebbe trovare il cavillo che permetta a Passera di esercitare la sua carica ministeriale in assoluta tranquillità. Oppure, Passera stesso, potrebbe – prendendo esempio da illustri predecessori del conflitto d’interesse – consegnare Banca Intesa a un suo familiare o a un suo prestanome. Ma è davvero così che vogliamo cambiare questo Paese malato?



Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Gennaio 2012 19:59
 

Commenti 

 
#1 AAAMario

2011-12-02 12:24

Caro Valerio,credo che alcuni spunti del tuo articolo siano condivisibili, per esempio quando parli del conflitto d'interessi in cui Passera potrebbe cadere.
Quando dici "Mario Monti ha posto a garanzia della legittimità e dell’opportunit à della nomina di Corrado Passera l’esperienza del banchiere, il suo glorioso passato e il suo curriculum" cosa credi che i ministri o qualsiasi altro professionista debbano essere scelti secondo quali criteri?L'esperienza di una persona è fondamentale e siccome sono secoli che si occupano della gestione dello Stato incapaci incompetenti senza alcuna esperienza professionale che stiamo finiti in questo pantano. Passera è una persona seria,lo dimostrano i fatti. Chi vorresti come ministro?
 
 
#2 Occorre un medico universale!Inenascio Padidio

2011-12-04 15:41

Caro Valerio, parole sante emergono dalla domanda finale:
«Ma è davvero così che vogliamo cambiare questo Paese malato?».
Abbiamo il mondo, scelleratamente globalizzato, che è malato, non lo è soltanto il nostro Belpaese.
La novità informatica nuova, che io porto in questo commento è che, per guarire l'Italia e il mondo intero, grazie al nostro meraviglioso Creatore, opera dal 25/10/1993 (oltre 18 anni), il MEDICO UNIVERSALE, per guarire TUTTI e rivoltare benevolmente il mondo come un calzino.
Questo è possibile unicamente nella Patria ITALIA del nostro riconosciuto primario "Stato di diritto".
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Cordialmente :-x :-) :-D