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Un matrimonio un sacco bello PDF Stampa E-mail
di Valentina Vecchio   
Domenica 01 Maggio 2011 10:19

Si sono sposati. Nemmeno fossero Renzo e Lucia.
Pare che il mondo si sia fermato per osservare il regale matrimonio. In un baleno son proliferati gruppi sui social network: “William che non aveva preso bene la taglia del dito di Kate”, “La sobrietà dei cappelli delle invitate al matrimonio di William e Kate”, “Il ghigno beffardo di Kate mentre pronuncia in ricchezza e in povertà” . Si son consumati fiumi di inchiostro sui maggiori, e anche sui minori, quotidiani. Si son dedicati interi servizi fotografici alla sorella della sposa e all’abbigliamento degli invitati, definito ora orrido ora eccentrico. Son state lanciate nell’etere ironiche speranze affinché Harry rovinasse il matrimonio e si son fatti continui confronti tra Kate Middleton e Grace Kelly come fosse il gioco dell’enigmistica ‘caccia alle differenze’. Sono state annotate le parole pronunciate da William all’altare (i ragazzi che volessero far colpo con una frase originale se le segnino”): "I love you, you look beautiful",e sono state notate le parole non dette di Kate riguardanti la sua obbedienza al marito. Si è sommessamente deriso il casalingo plaid della regina; il tutto, davvero, degno di nota.

Ma anche no.

Avrei preferenza di non parlare dei due sposi; almeno non in tali termini. Se proprio non è concepibile per l’etichetta rimanere indifferenti al regio evento, avrei la plebea pretesa di sottoporvi una conversazione a cui ho avuto il piacere di assistere. 
Immaginatevi l’interno di un parrucchiere, luogo donnesco per eccellenza. Immaginatevi due signore sedute, una accanto all’altra. La prima sfoglia una rivista, la seconda tenta di consigliarla su come tagliarsi i capelli; intanto chiacchierano del più e del meno, del matrimonio per l’appunto. 

“C’è da di’ che sto matrimonio è stato popio bello”
“Troppo guarda..”
“Poi, vojo di’ , all’insegna de ‘a semplicità; pe’ esse artezze reali, se so’ contenuti”
“Vero, c’hai raggio” 
*c’hai raggio=avere ragione
“Poi, c’è anche da di’ che so’ belli, so’ ggiovani.. come i pricipi azuri de’e favole” *se conoscete favole di Esopo con una coppia di pricipi azzurri, prego segnalarlo
“E difatti! Noi che semo sempre abbituati a Carlo e Camilla; nun se reggono più!” 
“Davero, davero..”
“Popio bello e semplice. Anche ‘a chiesa, hanno scelto bene”
“Vabbè, ma Westminster, quella è!”
“Sì, però, cioè, vojo di’ che nun l’hanno addobbata esaggerata; nun ce stavano tutti i fiori, c’hanno messo tipo dell’alberi” 
* che permesso speciale avranno dovuto chiedere mai per ottenere una foresta in chiesa?
“Vero, vero..” 
“Se posso di’ n’artra cosa però, è che c’è stata ‘na pecca comunque..”
“Sarebbe a di’?”
“No, che ‘a sorella.. vestita de bbianco pure lei..!”
“Sì, è vero; però Kate c’aveva er vestito de Alexander McQueen!”
“Sì vabbè..”
“Comunque c’hai raggio pure te che se ‘o poteva risparmià”
“E poi, te devo di’ che era anche troppo truccata e pure troppo abbronzata”
“L’ho notato pure io,sa’?”
“Comunque, bello, bello.. un matrimonio de sto’ livello, popio bello”
“Ma poi sai a me che m’ha stupito? La reggina, che, vojo di’, ha ‘na certa età, eppure sta davero bene, gnente acciacchi, malattie; all’età che c’ha, le potrebbe venì l’Alzheimer”
“E, vabbè, ma quello, l’Alzheimer, te viè se lavori..”
“Davero, c’hai raggio..”

E con questo scambio di commenti, anzi, di vere e proprie battute, invito i comuni mortali a ricordare il matrimonio, se è proprio necessario. Un matrimonio un sacco bello.

 

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