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| Un magistrato al Festivaletteratura |
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| di Valentina Vecchio |
| Giovedì 15 Settembre 2011 10:27 |
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Mantova in settembre: città del Festivaletteratura. Da Palazzo Te, residenza del bunga-bunga di Federico II Gonzaga, Incerta se etichettarmi radical-chic, radical o chic, di sinistra o di destra, m’infilo a Palazzo San Sebastiano, noncurante dell’afa e della fila per entrare. Sono in ritardo e prendo il biglietto di corsa mentre entro nel cortile. Mi siedo in tempo per applaudire l’ingresso del relatore: Nicola Gratteri. Non toga rossa, non giudice di sinistra; un magistrato che amministra la giustizia non è un giustiziere, un magistrato che persegue chi commette reati non è un vendicatore. Nicola Gratteri, un magistrato a disposizione dei suoi studenti. Da dieci ragazzi, il suo corso è arrivato a contarne cinquecento, con cento tesisti; gli esami si svolgono anche di notte e nel suo ufficio, per non far tornare gli studenti il giorno seguente.
Nicola Gratteri, un magistrato che ama parlar chiaro di studenti e politici. Nicola Gratteri, un magistrato che fotografa la realtà: “A decidere, son in poche persone, questa non è democrazia.” […] “E’ stato detto che nel 2010 son stati intercettati sette milioni di italiani. E’ falso; semplicemente perché non ci sono abbastanza ascoltatori. E’ stato detto che le intercettazioni sono antieconomiche. E’ falso; un pedinamento comporta benzina, ammortamento delle macchine, vitto, alloggio e stipendio degli agenti impiegati, mentre le intercettazioni costano 10 euro + IVA.” […] “Spesso il governo ricorda il numero di malavitosi arrestati durante la reggenza; ma la lotta alla mafia non si misura dal numero degli arresti, bensì dal livello di vivibilità dei commercianti […] La mafia è al Sud come al Nord. Non è né di destra né di sinistra; non si è al sicuro nemmeno con le primarie”.
Nicola Gratteri, un magistrato che parla ai giovani perché la mafia si nutre di comportamenti e di gesti, di riti che esprimono gerarchie di potere; ed è facile che s’introduca un modo di fare, anche banale, che diviene il modello per i ragazzi. “I ragazzi son delle spugne, nel bene e nel male[…] Io non parlo agli adulti: è tempo perso, hanno già fatto le loro scelte di campo. Quando vado da loro mi sembra una passerella, un’occasione di mondanità. Io non sono un animale da palcoscenico”. Infatti, Nicola Gratteri è un magistrato; altre parole sarebbero superflue. |
| Ultimo aggiornamento Sabato 24 Settembre 2011 21:19 |