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Qualità della vita: apprendere la “felicità” PDF Stampa E-mail
di Alessia Donati   
Mercoledì 25 Maggio 2011 10:33

Definire il concetto di Qualità della Vita attraverso una dimensione sociologica e una psicologica, ci può aiutare a riflettere e ad auto-osservare meglio le rispettive vite così da poterci aprire maggiormente al benessere psicofisico.

 

Quindi la Qualità determinata cioè da fattori oggettivi e da fattori soggettivi, intrinsecamente interdipendenti o dialetticamente connessi. A questi fattori non diamo un valore assoluto, ma sono storicamente determinati nel tempo e nello spazio e pertanto, nel risultato finale, il confronto fra 'prima" e 'dopo", 'qua" e "là", è spesso determinante per un giudizio sulla QdV.

 

Fra i fattori oggettivi che contribuiscono alla Qualità della Vita si possono elencare quelli economici, abitativi e ambientali, il sistema educativo e sanitario di un Paese e quindi il livello di istruzione e la qualità della salute degli individui. Nella nostra società anche il modo di soddisfare il bisogno di tempo libero è un indice di qualità.

Una società che si preoccupa della QdV dei suoi cittadini è attenta pure a tutelare i soggetti più deboli ed emarginati, a rispettare le minoranze e a garantire un adeguato livello di libertà, giustizia e democrazia. Fra i fattori soggettivi, quello centrale e più generale può essere individuato nella soddisfazione per la propria vita in senso globale e nelle singole aree vitali (famiglia, lavoro, sport, amicizia, sessualità, pensionamento, salute, vita socio-culturale ecc.). È questa la percezione soggettiva individuale della propria esistenza, del proprio benessere soggettivo e del proprio funzionamento fisico e sociale.

L'individuo prova soddisfazione o meno in relazione all'autovalutazione della propria realizzazione nel contesto del suo sistema di valori, in relazione al soddisfacimento delle proprie aspirazioni e in definitiva alla stima globale che ha di se stesso.

 

La "Felicità" in quanto "Soddisfazione per la propria vita" rappresenta l'aspetto soggettivo più importante e significativo della Qualità della Vita. È caratterizzata da una dimensione emotiva e da una cognitiva ed è connessa ai fattori oggettivi della Qualità della Vita, fra i quali importante appare il livello di salute. Malgrado una relativa stabilità, la felicita' può essere modificata in particolari periodi della vita come nella fase dello sviluppo, in quella dell'invecchiamento e nel corso di malattie croniche e invalidanti. Poiché queste modificazioni possono migliorare o peggiorare la Qualità della Vita, è possibile chiedersi se, date come stabili le condizioni oggettive, noi possiamo aumentare lo stato di "Felicità", cioè di benessere soggettivo.

 

La "Felicità" o "soddisfazione della vita" o "benessere soggettivo", è uno stato psichico soggettivo emotivo e cognitivo ad un tempo, relativamente stabile e che caratterizza la QdV. Vari lavori (si veda Veenhoven 1991) hanno teso a definire le caratteristiche dell'uomo felice, ma difficilmente queste possono essere definite da elementi obiettivi, anche se questi concorrono a determinare lo stato di felicità. La felicità è uno stato soggettivo e può essere misurata solo con mezzi psicologici in grado di rilevare nel modo più accurato possibile questo stato. In un certo senso, questo è ancora il tallone d'Achille dei lavori scientifici sulla "Felicità".

Quindi l'attitudine alla felicità, i presupposti cognitivi e comportamentali che portano alla gioia e alla soddisfazione per la propria vita sembra che, entro certi limiti e maggiormente in certi periodi e condizioni, possano essere cambiati. Cambiare vuol dire, qui, apprendere ed essere sensibili all'insegnamento e alle influenze ambientali. Recentemente, Meyers e Diener (1995) hanno presentato gli elementi di una teoria della felicità basata sull'apprendimento. In essa viene riconosciuta l'importanza dell'adattamento, di una visione culturale generale e dei risultati personali che possono essere raggiunti nella vita.

 

Si può aumentare la "Felicità" per migliorare la Qualità della Vita?

La risposta è..SI!!! e allora impegnamoci subito a:

un'educazione alla felicità mediante letture e istruzioni, che pongono il problema e permettono un'analisi del proprio stato di felicità di ciò che manca e di ciò che si potrebbe realizzare; il programma di base di 14 caratteristiche altamente tipiche di soggetti felici che l'individuo medio può emulare. I 14 principi base della felicità sono:

1) tenersi occupati e più attivi

2) spendere più tempo nella socializzazione

3) essere produttivi in un lavoro significativo

4) essere meglio organizzati e pianificare le cose

5) bloccare le preoccupazioni

6) abbassare le aspettative e le aspirazioni

7) sviluppare un pensiero ottimistico e positivo

8) essere orientati sul presente

9) lavorare su una personalità sana

10) sviluppare una personalità estroversa e socievole

11) essere se stessi

12) eliminare problemi e sentimenti negativi

13) le relazioni intime sono il numero uno delle sorgenti di felicità

14) mettere la felicità come la priorità più importante.

 

 

Il ruolo della cognitività è evidente anche in questi lavori che metodologicamente si basano più sull'azione e il comportamento. Molti lavori oggigiorno sono orientati più verso uno studio cognitivo della "Felicità" e della Qualità della Vita.

Non dimentichiamo mai l’importante gioco delle emozioni!

La felicità di tratto potrebbe essere la somma di tante felicità di stato, cioè le persone felici sono quelle che sperimentano molti momenti felici, la congruenza del Sé operativo e di quello ideale.

La capacità di saper riconoscere “cosa si prova” e la capacità di saper esprimere adeguatamente la proprie emozioni ci porta ad avere un rapporto sincero e veritiero con se stessi.

Questa crescita personale la possiamo raggiungere anche con la tecnica del “diario”.

E allora si può iniziare a scrivere un proprio diario personale..con lo scopo di conoscerci meglio!!!

 

 

Letture consigliate

 

-Spaltro, E. (1995). Qualita. Psicologia del benessere e della qualità della vita. Bologna: Patron Editore.

 

Letture per curiosità

 

-Callari Galli, M., Dalla Volta, 5., Harrison, G. & Terranova, F. (1988). Sceglendo la qualita': indicatori della qualita' della vita e della salute per una cultura del cuore. Milano: Unicopli.

-Donati, P. (1984). Risposte alla crisi dello stato sociale. Milano: Franco Angeli.

-Goldwurm, G.F. (1992). Qualità della vita e riabilitazione. In Di Giorgi, E. et al. (Eds). Saluteestiledivita(pp. 21-28). Trento: Erikson.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Maggio 2011 10:37
 

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