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Il Carsismo nell'area Aquilana (Parte4_L'inghiottitoio Pozzo Caldaio sull'Altipiano delle Rocche) PDF Stampa E-mail
di Francesco Bignotti   
Venerdì 20 Maggio 2011 17:26

pozzo caldaio

 


Nella scorsa puntata abbiamo parlato delle Grotte di Stiffe descrivendone le caratteristiche, la formazione, la morfologia. Si è detto che all’interno di queste grotte scorre un fiume e che vi arriva dall’alto un’importante massa d’acqua. Quello che però non è stato detto è il luogo da dove viene quest’acqua

Per chi non conosce il territorio potrà sembrare strano quello che dirò tra poco, per chi invece lo conosce si renderà conto di come sia formidabile la Natura!

Alle spalle delle Grotte di Stiffe c’è un sistema montuoso che culmina nell’Altipiano delle Rocche, racchiuso dai rilievi del Monte Sirente, del Monte Cagno - Monte Ocre e di Monte Rotondo, all’interno del quale si raccolgono le acque meteoriche e quelle derivanti dallo scioglimento delle nevi di tutti questi rilievi. Più precisamente le acque si riversano in piccoli corsi d’acqua, tra cui il Rio Gamberale, che poi confluiscono in un sistema d’inghiottitoi sparsi sull’altipiano. L’inghiottitoio più grande e più significativo si chiama “Pozzo Caldaio”.

Ci troviamo all’interno del Parco Regionale Sirente-Velino, sul margine settentrionale dell’Altipiano delle Rocche, ad una quota di circa 1300 m.s.l.m., a circa 25 km da L’Aquila, tra Rocca di cambio e Terranera, in linea d’aria esattamente sopra le Grotte di Stiffe.

Se qualcuno lo sta già pensando è proprio così: le acque convogliate all’interno di “Pozzo Caldaio” riescono 3 km (sotto terra) più in là nella risorgiva all’interno delle Grotte di Stiffe!

Vi spiego meglio: una volta che l’acqua è entrata nell’inghiottitoio, attraverso un sistema di canali carsici entra nel terreno ed inizia un percorso sotterraneo lungo 3 km che le farà sfociare all’interno delle Grotte di Stiffe.

A questo punto vi potreste porre una domanda: come si è scoperto che le acque che si infiltrano sull’altipiano riescono così a valle, e per di più proprio all’interno delle grotte?

Per accertarsi di questo, a fronte di una ipotesi iniziale, si usano delle sostanze chimiche (anche coloranti), innocui per la natura, che si sversano all’interno dell’inghiottitoio: se queste si ritrovano nell’acqua a valle, allora si dimostra che il percorso sotterraneo è proprio quello ipotizzato. Analogo sistema è stato utilizzato anche per scoprire il percorso dell’acqua che si infiltra sulla catena del Gran Sasso per poi riuscire nella zona di Bussi sul Tirino.

“Pozzo Caldaio”, come lo vediamo noi, è un laghetto perenne con un diametro di circa  50 m che ospita anche numerose specie di uccelli a sollazzarsi nei mesi caldi: questo ci fa capire la quantità importante d’acqua che arriva all’inghiottitoio e la lentezza del processo di canalizzazione dell’ acqua nelle fessure carsiche. Tra l’altro in questo modo la presenza d’acqua nelle Grotte di Stiffe è assicurata tutto l’anno.

Sarebbe bene dare anche qualche definizione. Questa volta abbiamo fatto un percorso Aristotelico: siamo partiti dal particolare per poi arrivare al generale!

Generalmente un inghiottitoio è il punto di una superficie carsica in cui penetrano le acque di superficie per confluire nel sottosuolo. Si possono distinguere due tipologie di inghiottitoi secondo la loro formazione.

Un primo tipo si forma quando un corso d’acqua che scorre su terreni argillosi o rocciosi (terreni impermeabili detti anche acquicludo) passa a scorrere in terreni ghiaiosi o sabbiosi (terreni permeabili detti anche acquiferi) inabissandosi e scomparendo nel sottosuolo. Questi svolgono un importante ruolo idraulico di regolazione: quando i corsi d’acqua si ingrossano, non aumenta la quantità di acqua sotto terra perché la capacità di assorbimento dell’inghiottitoio non varia proporzionalmente alla portata del corso d’acqua dando vita a laghetti nell’intorno dell’inghiottitoio, come nel caso di “Pozzo Caldaio).

Un secondo tipo è il così detto Polje carsico, cioè una grande vallata dove lo strato superficiale del terreno è poroso e quello sotterraneo è impermeabile: si tratta di buchi nel terreno che assorbono l’acqua in eccesso presente in superficie nella vallata e la drenano nel sottosuolo.

Nell’aquilano ci sono diversi inghiottitoi che prendono l’acqua in montagna che poi riesce molto più a valle dopo aver percorso km di gallerie carsiche sotterranee, tra questi anche l’inghiottitoio nella zona della Duchessa dietro il Monte Velino.

Non posso fare altro che consigliare a tutti di visitare questi posti e di andare alla scoperta delle meraviglie della natura…anche questa è scienza!

Ultimo aggiornamento Domenica 05 Giugno 2011 21:57
 

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