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Il carsismo nell'area Aquilana (parte 3_Le grotte di Stiffe) PDF Stampa E-mail
di Francesco Bignotti   
Mercoledì 11 Maggio 2011 16:31

stiffe"...Quindi richiamato dall'amenità del fiume, Braccio scese verso l'ultima terra della pianura, dove si trovava il castello di Stiffe, non grande ma assai munito dalla natura, proponendosi di espugnarlo. Vi é qui una sorgente d'acqua mirabile, infatti tutti i torrenti confluiscono dall'interno de' monti in un unico luogo e scorrono tra i prati da una vasta fessura montana, affiorano verso un declivo e vengono alla luce nel luogo chiamato Stiffe. Questo corso d'acqua corrode rocce così scoscese da lungo tempo che la caduta dell'acqua genera un suono terribile..."

Bellum Braccianum Aquilae gestum,
Angelo Pico Fonticulano, 1582

 

 

Continuiamo a fare un giro attorno al città di L’Aquila, questa volta però, entriamo all’interno della terra: nelle grotte! Questo territorio è cosparso, qua e là, di questo tipo di cavità carsiche.

Ne troviamo di diversi tipi, forma, grandezza, formazione…

Le grotte sono le forme carsiche sotterranee (ipogee) più comuni e che nel corso dei secoli sono entrate nell’immaginario collettivo come posti strani, cupi, mistici…Ed è vero! Entrare in una grotta ha sempre un fascino formidabile ed un suo attraversamento può farci inebriare di emozioni.

 

Le grotte si differenziano tra loro per ampiezza, lunghezza, per la presenza di pozzi e/o gallerie (cavità semplici) che si sviluppano l’una verticalmente, l’altra orizzontalmente. L’aspetto di una grotta è fortemente influenzato dalle modalità di circolazione dell’acqua, cioè dal modo in cui la grotta si è formata: non solo il processo chimico di carbonatazione che erode i calcari, ma anche processi meccanici, dovuti al fatto stesso che l’acqua scorre con una certa forza dando luogo a fenomeni di crollo. I crolli per lo più si hanno sulla volta della cavità e generano ampliamenti anche notevoli delle dimensioni: queste vengono anche definite “grotte da crollo”.

Bisogna pensare che, come per le doline, anche nelle caverne le condizioni di pressione e temperatura sono differenti da quelle esterne, e l’acqua in queste situazioni aumenta il suo potere aggressivo nei confronti delle rocce e dei terreni che tocca: nelle zone di incrocio di fatture, spesso, si formano dei fusi, delle piccole grotte verticali di pochi decimetri o di metri, che man mano si espandono in dimensione e numero. Il progressivo aumento delle cavità fusoidi genera un crollo della volta sovrastante, non più sostenuta dalle rocce sottostanti, sboccando in superficie e generando i pozzi carsici o sistemi di grotte complessi.

Se osserviamo una grotta ci renderemo conto di una cosa molto interessante e particolare, cioè che a fronte di una piccola apertura superficiale troviamo una grande apertura sotterranea. Questo ci fa capire che l’azione dell’acqua si è sviluppata proprio sotto i nostri piedi…noi non ne siamo consapevoli, ma spesso camminiamo sopra immense cavità: siamo sospesi nel vuoto! A volte, infatti, mentre si cammina e si sbatte la racchetta sul terreno sembra che rimbombi, che ci sia del vuoto: sotto i nostri piedi c’è una cavità! Nella zona di San Giuliano, nella parte nord di L’Aquila, ci si può accorgere di questo fenomeno diffusamente!

Per cui le grotte crescono dal basso verso l’alto, seguendo il processo di erosione inversa, processo che fa sì che esistano delle grotte che ancora non si vedono in superficie ma che in profondità hanno già un ottimo sviluppo.

La scienza che si occupa di studiare le grotte è la Speleologia (dal greco spélaion: spelonca, caverna), gli studiosi coinvolti sono geologi, topografi, idrologi, ingegneri e biologi. Ultimamente proprio i biologi hanno una notevole importanza in quanto in questi ambienti ci sono diverse forme di vita, tra cui le più conosciute sono i pipistrelli.

Visitando una grotta quello che colpisce di più è la presenza di magnifiche concrezioni, cioè di stalattiti e stalagmiti che unendosi insieme danno vita a vere e proprie sculture naturali. Queste due formazioni nascono dalla percolazione dell’acqua calcarea, che entrando a contatto con una atmosfera sotterranea, libera l’anidride carbonica e fa depositare il carbonato di calcio in essa disciolto che si solidifica. Si distinguono dal modo in cui si solidificano: dalla volta della grotta verso il basso sono stalattiti, dal pavimento verso l’alto sono stalagmiti.

Le grotte più importanti nell’area aquilana sono le Grotte di Stiffe, situate a circa 20 Km dal capoluogo, nel comune di San Demetrio de’ Vestini, nella frazione di Stiffe. Meta di molti escursionisti e turisti, dal 6 aprile 2009, giorno in cui il terribile sisma ha colpito tutto l’aquilano, sono chiuse al pubblico pur se non hanno subito danni. Nelle Grotte di Stiffe abbiamo una particolartà: si sono formate nel punto in cui un fiume, dopo aver attraversato un lungo tratto sottoterra, riesce in superficie; in questi casi si parla infatti di risorgenza. A seconda dei periodi dell’anno questo è un fragoroso fiume (inverno-primavera) oppure un ruscello (estate-autunno).

Nelle grotte di Stiffe la temperatura è fresca, la presenza di stalattiti e stalagmiti è diffusa e molto sviluppata ed il fiume scorre al suo interno formando importanti cascate.

L’ingresso della grotta è situato sulla base di una parete rocciosa a strapiombo caratterizzata da rocce calcaree bianchissime che poi lasciano il passo, alle stesse rocce, ma di colore scuro: si tratta di ossidi metallici che si sono depositati lì, trasportati dal fiume.

Le sale principali sono la sala del silenzio in cui il torrente spesso è secco, la sala della cascata, la sala delle concrezioni e il lago nero una delle zone più antiche della grotta. (per info www.grottestiffe.it).

Pensate quanto è grande la magnificenza della natura, e l’abbiamo a due passi da casa nostra!

Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Maggio 2011 22:43
 

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