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| O con me oppure niente: il regime getta la maschera |
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| di Valerio Valentini |
| Venerdì 29 Aprile 2011 20:38 |
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Il 3 gennaio del 1925, in seguito all’assassinio di Giacomo Matteotti, Benito Mussolini, ormai impossibilitato a mostrarsi come il leader di un partito che agiva nel rispetto della Legge e dello Statuto, si presentò alla Camera e pronunciò il famoso discorso in cui ammise l’esistenza della dittatura: “Se il fascismo è un’associazione a delinquere – latrò – io sono il capo di quest’associazione a delinquere”. In anni più recenti – era il 1992 – Bettino Craxi, sopraffatto dalla valanga di Tangentopoli che aveva svelato il meccanismo criminale di mazzette e corruzione su cui si reggevano i partiti politici, prese la parola in Parlamento e ammise le sue colpe. Anche lui gettò la maschera. Ma, per il principio secondo cui Sansone accetta di morire solo a patto che con lui muoiano anche tutti i Filistei, si rivolse ai deputati, di maggioranza e d’opposizione, con tono perentorio: “I partiti, specie quelli che contano su appartati grandi, medi o piccoli, giornali, attività propagandistiche, promozionali e associative, e con essi molte e varie strutture politiche operative, hanno ricorso e ricorrono all’uso di risorse aggiuntive in forma irregolare od illegale. Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale, allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale. Non credo che ci sia nessuno in quest’Aula, responsabile politico di organizzazioni importanti, che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro”. E forse credeva che, essendo tutti colpevoli, gli Italiani avrebbero perdonato tutti, nonostante il regime partitocratico avesse gettato la propria maschera. Ma gli andò male e dovette fuggire ad Hammamet. Il regime berlusconiano, in queste settimane, sta mostrando anch’esso le sue fattezze reali, che sono quelle, appunto, di un regime. E non bastano le barzellette idiote e il “bunga bunga” per fare apparire ridicolo un regime che proprio ridicolo vuole apparire, per mascherare, dietro la sua ridicolezza, gli scempi che compie quotidianamente nei confronti della democrazia. Quello berlusconiano, in realtà, è un regime violento e repressivo, che non usa i manganelli, ma i giornali e le televisioni, per abbattere gli avversari e per abbruttire le coscienze degli Italiani. La tv commerciale, ideata dal Cavaliere, propone questo edonismo di massa che disabitua al pensiero e alla critica, e al contempo rilassa ed anestetizza i sensi, così che tutto ci passi sotto gli occhi senza turbarci troppo. Ma proprio in queste settimane, complice la rottura interna alla maggioranza tra Pdl e Lega, e anche a causa di un’opposizione un po’ meno incompetente, un po’ meno sonnacchiosa, un po’ meno complice (ma solo un po’, non preoccupatevi!), Berlusconi s’è trovato in difficoltà, e ha dovuto gettare la maschera. Prima in riferimento al processo breve, brevissimo, talmente breve che non esiste neppure. Poi in riferimento al referendum sul nucleare. Per quanto riguarda il primo punto, sono stati costretti, il Cavaliere e i suoi vari cortigiani, ad ammettere una grande menzogna di questi diciassette anni di berlusconismo. Quella secondo cui non esistono, né sono mai esistite, leggi ad personam promosse dal centrodestra per salvare il suo padrone dai vari fattacci giudiziari in cui lui puntualmente si cacciava. Questa era stata la maschera che aveva nascosto l’atroce scelleratezza della ex Cirielli, del Lodo Schifani, del Lodo Alfano, del legittimo impedimento e delle altre quaranta scempiaggini approvate dai berluscones in questi anni. Ora, invece, forse davanti all’impossibilità di perseverare nella menzogna, in quanto non più credibile, o forse di fronte all’esigenza di forzare i tempi, la maschera è caduta. E a farla cadere sono stati proprio gli stessi giornalisti di regime, da Belpietro a Feltri, fino ad arrivare a Sechi: “La legge è ad personam – hanno detto, affrettandosi a precisare, però – Del resto, dal momento che la Magistratura perseguita Berlusconi, è legittimo che lui si difenda come può con le armi che ha, cioè con la politica”. Con buona pace di tutti gli illusi che pensavano che la dicitura “ad personam” fosse un’invenzione dei comunisti. Per l’altra questione, cioè quella sul referendum, la maschera se l’è tolta proprio Berlusconi, in prima persona, quando, col petto gonfio e con l’aria fiera, in piedi vicino al collega Sarkozy, ha ammesso, più o meno, che la moratoria sul nucleare è un espediente per annullare il referendum ed evitare che si sospenda lo sviluppo dell’energia dell’atomo. Anche in questo caso, ovviamente, ha corretto il tiro dicendo che si tratta di un atto responsabile da parte del governo per evitare che l’emotività spinga gli Italiani a prendere decisioni drastiche e dannose per il nostro Paese. Resta il fatto, comunque, che anche in questo caso il regime ha mostrato i suoi connotati più turpi: quelli della repressione della volontà popolare. Del resto, tutte le assurdità perpetrate dal regime berlusconiano sono state giustificate, da parte degli esecutori, con la buffonata della sovranità del popolo: “Se il popolo ci ha scelti, siamo autorizzati a fare quel che vogliamo, perché il popolo è con noi!”. Ora che, in maniera lampante, il popolo mostrava di essere contro il volere di questo governo, dall’acqua al nucleare, e soprattutto a proposito del legittimo impedimento, Berlusconi ha agito da vero e proprio monarca: “Se il popolo non è con me, allora stia zitto!”. Che, a pensarci, è un atto ancor più vile rispetto a molti di quelli fatti da Mussolini. Almeno il Duce, forse con retorica menzogna, diceva “O con noi o contro di noi!”. Questa brutta copia di dittatore, invece, no. Per lui, si fa così: “O con me oppure niente!”. |
| Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Maggio 2011 11:45 |