L'Articolo 9 della Costituzione e L'AquilaL’Aquila città monumentale. Non c’è. O meglio, non c’è più. Il centro storico di L’Aquila, ... Leggi tutto... |
Margaret Thatcher: la Signora che non torna indietro“You turn if you want to. The Lady’s not for turning” Tornate indietro voi, se volete. La... Leggi tutto... |
L'Aquila sulla linea di galleggiamento quattro anni dopoQuesto è uno di quei giorni in cui il dolore si mischia con la rabbia. ... Leggi tutto... |
La testimonianza del papa: il vero fulmine su San PietroUn fulmine è un evento naturale. Che ne sia caduto uno proprio ieri, proprio sulla cu... Leggi tutto... |
Vademecum elettorale: come superare il 4%L’odiato Porcellum prevede una soglia di sbarramento al 4%. Chi non la supera e non è ... Leggi tutto... |
| Energia elettrica e fotosintesi: la foglia artificiale |
|
|
|
| di Francesco Bignotti |
| Martedì 19 Aprile 2011 16:40 |
|
Svolgono il ruolo fondamentale nel processo della fotosintesi clorofilliana poiché sono le zone in cui si incamera energia solare trasformandola in nutrimento. La fotosintesi clorofilliana (dal greco φώτο- [foto-], "luce", e σύνθεσις [synthesis], "costruzione, assemblaggio") è l’insieme delle reazioni durante le quali le piante verdi producono sostanze organiche, principalmente carboidrati, a partire dall'anidride carbonica e dall’acqua, in presenza di luce. La quantità di energia solare catturata dalla fotosintesi è immensa, dell'ordine dei 100 terawatt (1 Terawatt = 1012 Watt), che è circa sei volte quanto consuma attualmente la civiltà umana. Alla luce di questi dati pensiamo cosa potrebbe accadere se si riuscisse a riprodurre questo meccanismo con il fine di ricavarne energia elettrica! La foglia artificiale… Un gruppo di ricerca del Massachusetts Institute of Technology (Mit) guidato dal professor Daniel Nocera, ha messo a punto questa tecnologia, che già aveva visto i natali 10 anni fa. Si tratta di una cella grande quanto una carta da gioco che ha la capacità di riscaldare, producendo energia, un intero appartamento. Non solo, si pensa che una foglia artificiale potrebbe, da sola, soddisfare il fabbisogno elettrico di una intera casa. Questa volta, però, la novità è che i materiali usati permettono alla foglia di inserirsi facilmente nel mercato avendo costi bassi. Diciamolo sottovoce però: con questa nuova tecnologia le grandi compagnie petrolifere, quelle che dispacciano energia elettrica e tutte le lobby del settore avrebbero un brusco rallentamento nei loro affari, forse uno stop definitivo! Sarebbe il modo per renderci finalmente liberi dal petrolio, dalle logiche di mercato e liberalizzare veramente l’energia elettrica! La foglia artificiale trasforma la luce del sole e l’acqua (sempre disponibili) in energia 10 volte di più della foglia naturale! Impiegando materiali non costosi come il silicio e catalizzatori fatti di nichel e cobalto, che accelerano le reazioni chimiche, l’acqua viene divisa nei suoi due elementi principali , l’idrogeno e l’ossigeno che vengono inviati in una cella a combustibile che permette di creare energia elettrica. Si stima che con circa 4 litri di acqua la foglia artificiale sia in grado di produrre l’ elettricità necessaria per riscaldare una abitazione in un Paese in via di sviluppo. È stato inoltre dimostrato che può funzionare per almeno 45 ore continuative senza cali di attività. Ciò che la differenzia maggiormente da una cella fotovoltaica è che quest’ultima non produce energia direttamente, ma sono gli atomi di idrogeno ed ossigeno a produrla. Ciò che mi entusiasma, e che dovrebbe entusiasmare tutti, è che questa tecnologia è già pronta per essere commercializzata tanto che la casa automobilistica indiana Tata ha preso accordi con i ricercatori del Mit per costruire con questa tecnologia verde una centrale elettrica grande, pensate un po’, come una cella frigorifera. Paradossalmente potremmo avere un albero artificiale sul balcone di casa che produce energia elettrica quotidianamente, con la sola necessità de essere innaffiato. Certamente non si riuscirebbe così a coprire tutto il fabbisogno energetico di una comunità, di una città, di una nazione, ma i riscontri sono evidenti: riduzione delle emissioni di inquinanti in atmosfera, riduzione dell’uso delle fonti fossili, riduzione delle cementificazioni, riduzioni dei rischi per la salute dell’uomo e dell’ambiente, aumento di autonomia energetica senza dover dipendere continuamente da qualcuno. A questo punto mi chiedo: è ancora il caso di investire denari, risorse, energie, tempo, nella costruzione di nuove centrali nucleari oppure sarebbe meglio dare linfa a queste nuove tecnologie? |
| Ultimo aggiornamento Martedì 19 Aprile 2011 16:46 |
Commenti
2011-04-20 15:05