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Io sto bene e mi metto con te perché con te sto meglio. PDF Stampa E-mail
di Alessia Donati   
Lunedì 18 Aprile 2011 10:54

“nell’amore ci può anche essere una fase

di innamoramento, ma non sempre

nell’innamoramento c’è vero amore”

Fabio Volo

La cultura contemporanea mette l’affettività esageratamente in rilievo, facendone quasi unico criterio di scelta e di decisione. Spesso si dice: "lo faccio se mi sento", "non mi sento". Cos'è questo "sentire"? Il "sentimento" è un aspetto della nostra realtà affettiva insieme agli umori e alle emozioni.

Comprendiamo meglio una componente dell'affettività: il sentimento; le reazioni affettive non sono libere, perché riflessi condizionati da fattori esterni alla persona che provocano delle reazioni automatiche. Emozioni, umori e quindi sentimenti, nascono senza la consapevolezza della persona e senza la sua “decisione”. Perciò una persona che si muove e decide solo in base ad emozioni, umori e sentimenti non è libera e se non è capace di gestire l'affettività non riesce ad adattarsi completamente alla società. L'affettività è una realtà non solo positiva ma essenziale ed irrinunciabile nella vita umana ma nella misura in cui è vissuta insieme alle altre componenti della persona. Essa va conosciuta, incanalata ed integrata attraverso l'intelligenza (aspetto conoscitivo) e la volontà (aspetto decisionale). Solo così nasce un comportamento ed un agire libero, e non condizionato da fattori esterni che provocano emozioni ed umori. E questo vale anche per i sentimenti.

I sentimenti altro non sono che emozioni diluite nel tempo. Perciò la paura diventa angoscia, la collera diventa odio, la simpatia-infatuazione diventa innamoramento. Esaminiamo l'innamoramento.

 

Come ogni sentimento l'innamoramento nasce da un'emozione forte o graduale che sorge spontanea nella quale si proiettano nell'altro aspettative, bisogni desideri. Usando parole della Mahler, si sta attraversando la fase simbiotica, che può avere una durata di 6-9 mesi circa dove, in questa fase dell'innamoramento, c’è fusione con l'altro. Il partner è visto come perfetto, magnifico, infallibile e ci si sente molto simili all'altro. Questa fase riveste una funzione importante nella vita di una coppia, consente, cioè, la creazione di un legame di base. L'aver vissuto questa fase certamente aiuta la coppia nel suo sviluppo successivo.

Come ogni espressione affettiva anche l'innamoramento ha dei sintomi che sono di due tipi: fisiologici (che riguardano il nostro corpo) e psicologici (che riguardano la nostra interiorità).

I primi: accelerazione del battito cardiaco, alterazione del ritmo respiratorio, sudorazione, leggerezza alla testa e a volte vertigine. I secondi: costante presenza mentale della persona di cui si è innamorati, scomparsa delle tensioni e ansie per le preoccupazioni quotidiane, atteggiamenti entusiastici (un po' "folli").

 

Non è ancora amore.

 

Concludendo bisogna tener ben chiaro che l'innamoramento può anche diventare poi amore ma non è amore. Perché lo diventi deve essere reciproco e deve innescarsi un processo che coinvolga anche altri aspetti della persona, quali: sviluppare un sistema comune di valori; far sì che i membri della coppia possano influenzarsi a vicenda; arrivare ad una decisione comune; e risolvere le tensioni che si possono creare.

Si tratta di crescere come persone capaci di rapporto, di dono, di amicizia, con tutti gli aspetti di lealtà, generosità, sincerità che saranno gli strumenti affinché un sentimento possa diventare un vero atto umano, un atto di una persona libera e responsabile.

 

Lettura consigliate

• ALBERONI, F., Ti Amo, Bur ed. Milano, 2002

• KINGMA, D. R., Il futuro dell'amore, ed. Gruppo futura, 2001

Letture per curiosità

• MAHLER M., La nascita psicologica del bambino – simbiosi ed individuazione- , Bollati Boringhieri, Torino, 1978

Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Aprile 2011 17:01
 

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