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| ApPASSIOnato (Scampoli d’omelia nella domenica delle palme) |
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| di Luigi Maria Epicoco |
| Lunedì 18 Aprile 2011 10:13 |
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Siamo noi la Gerusalemme su cui Cristo piange scorgendola da lontano. Siamo noi quelli che dicono di credere quando credere è conveniente. Siamo noi quelli che trovano mille scuse e attenuanti per metterlo fuori dalla nostra vita, crocifiggendolo nell’indifferenza, nello sprezzo totale fuori dalle porte di Gerusalemme.
Persino gli amici scappano, persino chi gli è affezionato ha paura. Ma il cristianesimo inizia quando abbiamo il coraggio di far entrare Cristo dentro la nostra vita non a galoppo dell’entusiasmo ma consapevolmente, sapendo quanto a volte è alto il prezzo della Sua permanenza dentro i nostri giorni. Perchè Cristo non si accontenta. Cristo vuole che voliamo alto e non che ruspiamo a terra fingendo di essere dei polli quando invece siamo nati aquile (scriveva Antony de Mello).
Oggi Gesù entra in Gerusalemme acclamato da quella stessa folla che qualche giorno dopo urlerà: “Crocifiggilo”.
La vera conversione è uscire da quella folla sia quando grida Osanna che quando urla Crocifiggilo. La vera conversione è non seguire la massa ma decidere da se stessi, come Giovanni, come Maria, con Maria di Magdala, come Pietro che piange, e come tante altre singole persone che nonostante la paura e gli errori fanno la differenza perchè decidono da se stessi.
Pasqua è smettere di essere “pecore” per diventare “persone”. |
| Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Aprile 2011 10:25 |