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| Ricetta di regime per la scuola privata |
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| di Valerio Valentini |
| Sabato 16 Aprile 2011 15:13 |
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16 Aprile 2011, è Silvio Berlusconi a parlare. Ed è interessante notare, cari genitori, come fare sesso con minorenni a pagamento e organizzare festini hard non sia contrario ai valori della famiglia; mandare i propri figli alle scuole pubbliche, invece, sì. Ma tant'è: siamo in Italia, per cui un premier può esprimersi in questi termini, e non dover rendere conto dei valori che lui trasmette con la sua condotta di vita indecente. Cercavo un modo per rispondere alle affermazioni sconce di Berlusconi a proposito del nostro sistema educativo e scolastico; e alla fine l'ho trovato. Eccolo.
Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, ma la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?
Era l'11 febbraio del 1950, e ad esprimere queste osservazioni, che a noi oggi sembrano rivoluzionarie e moderne, era Piero Calamandrei. Dal che si capisce, contrariamente a quanto si possa pensare, che gli obiettivi di un regime, e i modi che esso esercita per conseguirli, sono abbastanza scontati e ripetitivi. È la sonnolenza passiva del popolo, che gli permette di essere imprevedibili. |
| Ultimo aggiornamento Sabato 16 Aprile 2011 17:51 |
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2011-04-16 15:45