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| Se potessi avere…50 mila euro al mese (giorno)! |
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| di Riccardo Cicerone |
| Lunedì 11 Aprile 2011 12:33 |
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È quanto riporta un articolo di “Repubblica” che analizza gli ultimi dati forniti da AlmaLaurea che sono, come potrete immaginare, in caduta libera verso il basso rispetto agli anni precedenti e che delineano un quadro sconsolante. Premetto che ogni lavoro è rispettabilissimo e dignitoso, ci mancherebbe altro, ma non si possono non prendere in considerazione gli sforzi fisici , mentali ed economici che si affrontano per ottenere una formazione e che tutto ciò poi un domani non sia ripagato ma soprattutto che la conoscenza acquisita non possa essere spesa e impiegata al meglio al servizio della collettività rimanendo custodita invece nella testa di chi l’ha studiata e appesa al muro nel quadretto che conserva la pergamena di laurea. Eppure sono queste le scelte obbligate che fa un giovane in questo momento in Italia, perché sono le uniche soluzioni per ambire a quel posto fisso che offre la possibilità di andare via da casa, risparmiare qualcosa e magari poter mettere su famiglia. È strano pensare come possa questo paese guardare al futuro se aziende come la CTM di Cagliari, l’azienda di trasporti pubblica, evidenzia a chiare lettere sul proprio bando di gara per l’assunzione di operatori qualificati d’ufficio da inserire nel settore affari generali giuridici e relazioni esterne la frase:”ASTENERSI LAUREATI!”. Questi aneddoti sono esempi eclatanti della più ampia situazione lavorativa della nostra nazione dove i laureati sono il 29% del personale dei Call Center oppure i dottori in Archeologia o in Beni Culturali o Filosofia sono impiegati come custodi, addetti alla biglietteria o guardie giurate nei musei che hanno studiato e frequentato per una vita! AlmaLaurea dichiara che in media l’11% dei laureati, dopo 4 anni, giudica “per nulla efficace” la propria laurea rispetto all’impiego che in quel momento svolge. Parlando con numeri su 290 mila laureati ogni anno ben 32 mila non sanno di che farsene del loro “pezzo di carta” e questa statistica non fa sconti a nessuna facoltà se si pensa che l’indice di efficacia di una laurea in Medicina è l’85% che scende al 27% per Lettere e Filosofia e al 26,9% per Psicologia. Non si salvano neanche le tanto gettonate Giurisprudenza ed Economia che si portano a casa rispettivamente un 36,9% e un 36,8%. Purtroppo a pesare ancora di più su tutto ciò è il costo che ogni famiglia affronta in media nel corso dei 5 anni per permettere ai propri giovani di arrivare all’obiettivo finale accademico che si aggira sui 16.500€ per i residenti e sui 46mila€ per i fuori sede(naturalmente in Atenei pubblici). E proprio questi 46 mila euro mi sono tornati in mente come un fulmine quando ho letto ieri su “Il Sole 24 Ore” che il dimissionario Cesare Geronzi, ex presidente delle Assicurazioni Generali, otterrà una buonuscita dalla sopracitata società di 16,15 MILIONI di €. La cosa che stride ancor di più è che questa somma astronomica che rappresenta soltanto la liquidazione(lo stipendio infatti era di 3,3 milioni l’anno) sia stata accumulata NON nel corso di ere geologiche, bensì in 347 giorni in cui il Geronziolone ha ricoperto il suo incarico in “Generali”. Beh, 16,15 milioni divisi per questo periodo biblico significano circa 48 mila euro al giorno… non male per uno indagato per casi di gestione economico-finanziaria non proprio virtuosi come il “Crac Cirio” o Parmalat. Consoliamoci almeno essendo sicuri che potrà permettere ai propri figli(almeno loro) di laurearsi senza problemi… anche fuori sede!
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