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| Ricomincio da te |
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| di Massimo Sconci |
| Martedì 05 Aprile 2011 15:05 |
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Sono passati 30 anni dall'uscita del suo film d'esordio, e così ho pensato di celebrare la lieta ricorrenza riscoprendo un personaggio del cinema italiano passato, il cui ricordo, con il passare del tempo, sembra essersi affievolito sempre di più. Quel che vorrei è provare a presentarlo sotto una luce diversa da quella ristrettamente comica, per la sua spiccata personalità e per l'abilità nell'ideare un cinema (auto)ironico, leggero nonostante la profondità ed intenso nonostante la semplicità.
I momenti della sua opera di vita si sono delineati prima attraverso il teatro, poi con la televisione e infine nel cinema, per un viaggio di (ri)scoperta di quel sentimento più divertito, senza la pretesa di falsi intellettualismi. Il suo punto di riferimento più importante è sempre stato lo spettacolo napoletano più classico e tutta la tradizione cabarettistica del primo novecento, fino ad arrivare a mostri sacri come Eduardo de Filippo e Totò. Magari ha stravolto i loro classici recitativi ed i loro concetti tradizionali, ma tutto questo per inventare un nuovo personaggio bizzarro, con un corpo senza "inibizioni". Un attore che non è mai appartenuto a nessun genere, ma soltanto a se stesso. In tutta la sua napoletanità calda e generosa, candida e patetica.
Quindi, nel suo cinema, c'è un’efficace mescolanza di creazione e di mimesi, c'è la coniugazione di elementi fondamentali, come la forza, la grinta e il coraggio da una parte, e la tenerezza, la simpatia, la fragilità dall'altra. Lui era dunque così: napoletano ed italiano allo stesso tempo, riusciva ad usare indifferentemente la lingua, il dialetto, i gesti, il silenzio, l'allegria e la tristezza, per esprimere non un concetto o un'idea, ma la verità più concreta. Di quella che ci fa tornare bambini, con il suo umorismo semplice, e ci fa abbandonare alla risata liberatoria, quella per cui, almeno per un attimo, riusciamo a dimenticare tutti i nostri guai.
Quello che ci ha lasciato è un particolare patrimonio, un cinema un po' funambolico, in bilico tra fantasia e realtà, poco o niente orientato verso la costruzione di falsi miti o divismi. Il suo cinema sembra essere un proseguimento moderno della commedia all'italiana; è comunque innegabile che sia una sorta di intrattenimento piacevole che non scappa di fronte ai problemi: infatti i suoi film, portatori di una comicità esplosiva, sono spesso permeati da un pizzico di malinconia di fondo. Del resto, anche nel riflettere su argomenti seri come la miseria o la malattia, non abbandonò mai l'umorismo, spiegandoci che la lacrima ed il sorriso, in fondo, altro non sono che i due remi su cui naviga quella immensa nave che è lo spettacolo della vita. Poesia, delicatezza e dedizione al mestiere di attore.
Un personaggio bizzarro e irriverente, che si è saputo destreggiare tra la finzione cinematografica ed il suo vero modo di essere, dando vita a figure spontanee e ad un linguaggio tutto suo. Egli stesso era proprio l'anima autentica dei suoi film. Isabella Rossellini in una intervista gli chiese: "Ma perché parli sempre in napoletano?" e lui, con la massima naturalezza, le rispose: "Perché è l'unico modo in cui so parlare..." La storia del suo film d'addio è una parafrasi per una vita passata nella voglia di confrontarsi, da persona semplice ed in fondo anche un po' provinciale, col mondo della cultura e, soprattutto, della poesia. Era una personalità forte e morbida allo stesso tempo, intrisa di leggerezza, che riusciva a prendere con filosofia,d a buon partenopeo, tutti gli aspetti della vita, compresa la sua fine.
Scomparve a 41 anni, senza pateticità, ma solo con una grande naturalezza. Fu Cocteau a dire per primo che la cinepresa filma la morte al lavoro. Nel suo caso la frase vale quasi alla lettera: difficile per lo spettatore consapevole separare le emozioni. Giunto alla conclusione, mi sono appena reso conto di una cosa. Non ho ancora spiegato di chi stessi parlando. Beh, in un modo o nell'altro, spero di averlo fatto!
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| Ultimo aggiornamento Martedì 05 Aprile 2011 16:36 |