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| PARLIAMO IN COPPIA! |
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| di Alessia Donati |
| Mercoledì 30 Marzo 2011 09:06 |
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L’uomo in genere parla per scambiare informazioni, tende a non rivelare i propri punti deboli, non desidera sentirsi dire che cosa deve fare, tende ad essere razionale ed evita il conflitto.
La donna in genere parla per approfondire l’intimità, tende ad utilizzare i suoi punti deboli, ricerca un coinvolgimento profondo, cerca di capire le esigenze dell’altro per arricchire la relazione, è più emotiva rispetto all’uomo, nel senso buono del termine. In questo caso, più che mai serve una comunicazione efficace che tiene conto dei tre canali:IL LINGUAGGIO, IL TONO DELLA VOCE, LE REAZIONI EMOTIVE. Spesso nella relazione di coppia, capita di agire “come se” potessimo leggere nel pensiero dell’altro, attribuendogli i nostri pensieri e i nostri stati d’animo, senza provare a capire ciò che realmente pensa e prova l’altra persona. Il rischio è di attribuire all’altro le emozioni negative che invece sono dentro di noi. Ci sono modi di comunicare imparati in famiglia, che non vanno dati per scontati, ma che l’altro deve conoscere e capire correttamente. Esistono differenze nella manifestazione dell’emotività di ciascuno che bisogna riconoscere per ben capire. Conoscere e controllare i nostri stati emotivi, imparare ad esprimerli, insieme alle nostre attese, aiuta l’altro a comprenderci più a fondo. Imparare a tenere conto di questi aspetti, consentirà ad una coppia di comunicare meglio e di costruire con più facilità una comunicazione originale. Un altro aspetto importante per una buona comunicazione di coppia è trovare l’equilibrio tra individualità e reciprocità. In una coppia due diverse persone si incontrano e mettono in comune una parte della loro individualità, creando la dimensione della coppia cioè l’unità di coppia, la condivisione e anche la giusta distanza tra le due unità. Quando si comunica non aspettarsi comportamenti dall’altro, non avere attese eccessive dall’altro, ricordarsi che nessuno ha mai cambiato nessuno! Usare un tono giusto, non alzare la voce. La comunicazione avviene tra persone simmetriche, cioè poste sullo stesso piano. Alzare la voce equivale al tentativo di prevaricare l’altro. E poi un fattore importantissimo: saper ascoltare. Oggi sappiamo poco ascoltare. Quando si trova una persona che ti sa ascoltare ci si allarga il cuore!!! Cosa vuol dire ascoltare? Vuol dire mettere da parte i propri problemi personali, dare risposte all’altro. E’ più difficile ascoltare che comunicare. Saper ascoltare è un’arte! Per ascoltare, bisogna che dimentichiamo tutte le nostre preoccupazioni e ci concentriamo sull’altro attraverso anche l’empatia. Se non siamo in grado di farlo nel momento in cui ci viene chiesto, dirlo con sincerità può aiutare a non sembrare distratti e poco interessati all’atro, piuttosto che ascoltare male, dire che “non è il momento”. Mentre l’altro parla non interrompere e non cambiare discorso. Insomma abbiamo due orecchie ed una sola bocca… potremmo ascoltare il doppio di parlare! E per ultimo, ma no per importanza, è validare le emozioni dell’altro, questo significa non sminuire quello che l’altro ci dice. Spesso quando si parla, non si parla tanto per dire qualcosa, ma per il bisogno di mettersi in relazione. Abbiamo bisogno di relazione, più che di comunicazione.
Letture consigliate - Watzlawick P., Beavin J.H., Jackson D.D.,(1997) Pragmatica della comunicazione umana, Astrolabio Editore
Letture per curiosità
- Berne E., (1967), A che gioco giochiamo, Bompiani collana tascabili, Saggi |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Marzo 2011 09:08 |