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| Caro Nucleare Quanto Mi Costi?! |
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| di Riccardo Cicerone |
| Lunedì 28 Marzo 2011 20:26 |
In questi giorni se ne sono dette e lette molte sul nucleare, dall’aspetto tecnico a quello sulla sicurezza; abbiamo sentito pareri autorevoli e non, considerazioni personali di tutti i tipi anche basati sulla semplice presa di posizione ideologico-politica, che, visto l’argomento, sembrano prenderne un po’ sotto gamba la delicatezza.
Quello che si prefigge di fare questo articolo invece è farsi delle domande, anche banali,(perché a volte semplificare la domanda aiuta a centrare meglio il nocciolo della questione) e dare delle risposte con dati e numeri e non con pareri filosofeggianti. Innanzitutto, l’energia nucleare può risolvere i nostri problemi energetici? Sul lato economico sono convenienti gli investimenti richiesti? Si può stabilire a priori la sua sicurezza? Ed infine è l’unica strada che la nostra nazione deve percorrere per migliorare la propria situazione? Glissando sulle sciocchezze del tipo:” visto che abbiamo tante centrali vicine ai nostri confini, tanto vale riaverle in Italia” che è come dire:”visto che il cancro ai polmoni colpisce anche i non fumatori tanto vale togliersi ‘ sto sfizio”, passiamo dunque a cercare di rispondere alle suddette questioni. L’energia nucleare può produrre soltanto energia elettrica che attualmente in Italia corrisponde al 40% del totale dell’intero fabbisogno energetico. A livello mondiale l’energia elettrica ricopre invece il 20% del totale e di questo 20% l’energia nucleare produce il 17%(del 20%). Se in Italia volessimo arrivare a coprire con il nucleare il 17% di energia elettrica(che nel totale del fabbisogno italiano vi ricordo essere il 40%) dovremmo installare 10 reattori nucleari. Il calcolo è semplice dunque; con 10 potenziali mega bombe atomiche ed economiche(vedremo in seguito) mancherebbe all’appello ancora l’83% di energia elettrica, che quindi dovrà essere prodotta da altre fonti, ma in realtà l’energia totale mancante è ancora di più visto che questo 83% è riferito al 40% dell’energia totale richiesta che è rappresentata da quella elettrica, ma l’altro 60% di fabbisogno mancante prodotto da altre energie (es. meccanica, termica, chimica) anch’esso continuerà ad essere prodotto come fatto fino ad ora. L’aspetto economico valuta invece i tempi e la convenienza dell’investimento. 15 sono gli anni stimati che in media ci vogliono per costruire una centrale che intercorrono, se non vi sono ritardi sulla tabella di marcia,(e ci sono sempre, persino nelle nazioni più “civili” di noi come la Finlandia) dall’individuazione dei siti di costruzione, alle autorizzazioni infinite, sino all’inaugurazione vera e propria della centrale. In Italia potremmo stimarne 17-18? Secondo il governo italiano ogni centrale verrà a costare dai 3 ai 3,5 miliardi di euro che è una previsione iper ottimistica visto che in tutto il mondo non le realizzano con meno di 5,5. Proprio su questo infatti le due agenzie internazionali Moody’s e E.on hanno stimato che in Italia non si spenderanno meno di 6 miliardi a centrale ma se a questi si aggiungono eventuali ritardi e i costi dell’inflazione si arriva a stimare un costo di circa 7-8 miliardi di euro ciascuna!(pensate che per ricostruire interamente L’Aquila ce ne vogliono circa 14). Il bello però è che i costi di costruzione per un sito nucleare sono soltanto il 25% dei costi totali che si avranno durante la vita della centrale; infatti il restante 75% è ricoperto dai costi di gestione, di assicurazione e di acquisto dell’uranio combustibile per farle funzionare. Vorrei anch’io potermi fermare qui ma purtroppo sono costretto ad andare avanti! La durata media di vita di una centrale è 30 anni(il pannello fotovoltaico invece è garantito 25 anni e dura in media 35). In questi 30 anni nel frattempo si dovranno incominciare ad accantonare altri svariati miliardi di euro ,oltre a quelli già menzionati, per lo smantellamento dei reattori, la bonifica(per quanto sia possibile) delle aree contaminate e per i costi di riprocessamento delle scorie che dovranno essere poi stoccate in appositi depositi geologici (naturalmente da costruire!) con una profondità che vada dai 300 ai 1000 metri. Pensate che l’Italia sta ancora pagando ( e siamo ad un totale fino ad ora di 4 miliardi di euro) lo smantellamento dei vecchi siti chiusi dopo il referendum e lo smaltimento delle scorie che, attualmente, sono trattate in Francia(pagando profumatamente) ma che dal 2020 per direttiva europea dovranno tornare a casa e quindi dovranno essere collocate da qualche parte. Davvero conveniente quindi no? Inoltre poiché è evidente che costruire centrali nucleari non è come metter su 5 villette a schiera, anche gli sforzi energetici non sono da sottovalutare; è stimato che per recuperare l’energia spesa soltanto per costruire la centrale, quest’ultima dovrà lavorare a pieno règime per 7 anni ed è quindi paradossale pensare di affrontare tale investimento ,con annessi e connessi, e tali rischi per un’opera che sarà fruttifera solo per 23 anni! Potrei continuare per ore ad elencare la mole di informazioni che ho raccolto contro questo scellerato progetto dicendo ad esempio che se ognuna delle 5 centrali che si vorrebbero realizzare funzionasse a pieno con la loro capacità di 1600 Mw, con un totale quindi tutte assieme di 8000 Mw supererebbero di soli 1000 Mw la produzione ATTUALE di energia elettrica derivante dal solare che è sfruttato soltanto per il 3% in Italia. Proprio perché questo progetto è super costoso e poco redditizio in nessuna parte del mondo vi sono imprese che affrontano tale investimento senza la cospicua partecipazione dello stato, e gli stessi investitori privati pretendono altissimi tassi di interesse sui propri capitali impiegati. Sarà forse per questo che in Germania e Stati Uniti non si costruiscono più centrali nucleari rispettivamente dal 1989 e dal 1979 e che in tutta Europa si sta pensando di abbandonare questa fonte energetica? Il vero e proprio piano energetico che meriterebbe qualsiasi stato e in particolare il nostro Bel paese dovrebbe innanzitutto prevedere l’efficienza energetica perché pensare che il 70% dell’energia utilizzata dagli immobili italiani va’ sprecata, persa a causa dell’inadeguatezza delle nostre costruzioni o degli apparecchi elettrici che utilizziamo è impressionante! Come posso pensare di cambiare marca di benzina alla mia macchina per farla camminare se ho il serbatoio bucato? Non trovate che sia assurdo? E poi, in un’era in cui il salutismo, la ricerca del miglior stile di vita, lo sport e la prevenzione la fanno da padrone e i costi che, il tenersi in salute il meglio possibile comporta, vogliamo metterci fuori casa l’elemento che alza (è sempre così) del 3-4% la possibilità di contrarre leucemie e tumori? A me sembra tutto assolutamente paradossale, senza senso. Concluderei invitando tutti a pregare il proprio Dio, qualunque esso sia, affinchè ciò che sta accadendo a Fukushima non degeneri in quello che ad oggi sembra potenzialmente essere il più grande disastro di tutti i tempi e che i giornali di tutto il mondo e in particolare quelli italiani stanno tenendo nascosto. Soltanto investendo sulla ricerca e sull’efficienza energetica potremo riuscire tutti insieme a cambiare il nostro futuro… Ammesso sempre di riuscirlo ad avere un futuro! |