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| Ridicoli |
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| di Valerio Valentini |
| Venerdì 25 Marzo 2011 10:10 |
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Sono ridicoli. È ridicolo il nostro presidente del consiglio, che continua a barcamenarsi tra i suoi due alleati, la NATO e Gheddafi, alternando baciamani a bombardamenti, salvo poi confermare che, per amor del cielo, i nostri caccia sui cieli libici non sparano e non spareranno. Evidentemente vanno a farsi un giro panoramico. Peccato che un ufficiale dell’aeronautica militare, impegnato nelle operazioni, davanti ai microfoni dei giornalisti ha confermato, evidentemente ignaro delle conseguenze delle sue parole, che i Tornado e gli F-16 dell’aviazione italiana hanno colpito gli obiettivi.
Ma questo, si sa, fa parte della ridicolezza del nostro Paese che, ufficialmente, è ancora stretto alla Libia con un trattato di amicizia e cooperazione che, non sto scherzando, preclude all’Italia la possibilità di ingerenza, diretta o indiretta, negli affari interni ed esterni che rientrano nella giurisdizione della Libia, attenendosi allo spirito di buon vicinato. Non solo: in base a quell’accordo, firmato niente meno che a Bengasi due anni (e rinnovato a Villa Pamphili con tanto di tende, amazzoni e cavalli berberi) l’Italia “non può ricorrere alla minaccia o all'impiego della forza contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica” della Libia. Stiamo bombardando i nostri amici, coi quali eravamo legati da un amorevole rapporto di “buon vicinato” e ai quali niente esclude che domani, dopo aver lasciato sterminare e sterminato a nostra volta qualche migliaio di civili, torneremo a baciare le mani e a leccare i piedi. E magari pagheremo anche gli indennizzi di guerra, così come abbiamo fatto coi cinque miliardi di dollari promessi a Gheddafi come risarcimento dell’occupazione coloniale, dopo che il dittatore aveva espulso gli Italiani dalla Libia e ne aveva confiscato i beni per un ammontare complessivo di tre miliardi. Ma si sa, l’amore non è bello se non è litigarello. Ed è evidentemente per questo che, a legarci a Tripoli, è un eterno, e ridicolo, tira e molla. Sono ridicoli, tanto per cambiare, quegli squinternati della Lega, i quali, dopo aver considerato i festeggiamenti per l’Unità d’Italia un inaccettabile affronto alla cultura padana, e dopo aver sostituito, nei loro Municipi, i Tricolori con il Sole delle Alpi e con Alberto da Giussano, si vanno ora gonfiando il petto con l’onore nazionale, e con la necessità di non passare sempre come i fessi “bravi solo a prenderlo in quel posto”. Insomma, per loro i rifornimenti di gas e petrolio garantiti da Gheddafi in questi anni valgono bene qualche migliaio di morti ammazzati e una dittatura scellerata alle porte di casa nostra. Sono ridicoli anche i partiti dell’opposizione, e il Pd in particolare, che non perde mai l’occasione per dare sfoggio di incoerenza e incapacità. Infatti oggi strillano allo scandalo, condannano chi fa accordi col dittatore libico e poi trascina il proprio Paese in una guerra dalle imprevedibili conseguenze, ma ieri erano compatti – slavo i Radicali – a votare quell’immondo trattato d’amicizia italo-libico di cui sopra. Complimentandosi, tra l’altro, col genio diplomatico del nostro premier. Ma c’è da dire che, una volta tanto, conforta (o sconcerta ancor più?) vedere che i Nostri non sono i soli ad essere ridicoli, ma sono in buona – si fa per dire – compagnia. Eh sì, perché è ridicolo Sarkozy, col suo ghigno e la sua boria napoleonica, nel voler comandare tutto lui, nel voler prendere in mano la situazione, nel pretendere di utilizzare l’Italia come il garage dei suoi aerei militari. Evidentemente, le imminenti elezioni lo preoccupano, visti i sondaggi tutt’altro che rosei per lui e per il suo partito, e allora cerca di riscattare la propria immagine a livello internazionale e di accalappiare i voti delle comunità nordafricane spacciandosi come paladino delle democrazia nel continente nero. E ridicola è anche la sua marionetta, quel ministro degli esteri Alain Juppé che rischia di far passare come un discreto intelligente persino il nostro Frattini. Roba da pazzi. Per non parlare di Russia e Cina, che adesso fanno i pacifisti e i difensori della libertà, loro che fanno della censura e della violenza le redini per tenere in riga la popolazione. Ridicoli.
Ed è ridicolo, infine, anche il fatto che venga affidato al nostro Paese il ruolo di controllare l’embargo delle armi alla Libia, dopo che i nostri governi, per decenni, hanno rifornito Gheddafi di beretta, carri armati e bazooka, e dopo che i militari del rais venivano portati in Italia per essere addestrati. Ma forse questa è la fotografia perfetta della situazione libica in tutta la sua evoluzione: perché dimostra come la ridicolezza dei nostri governati, nazionali ed internazionali, sia in realtà la faccia visibile di una medaglia, che mostra sul retro la correità dei vari Governi coi regimi dittatoriali, da usare come dei preservativi. Solo che alla fine non si gettano in un secchio dell’immondizia, si bombardano. |
| Ultimo aggiornamento Venerdì 25 Marzo 2011 10:13 |