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| DYLAN DOG – Il Film |
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| di Luigi Tarquini |
| Martedì 22 Marzo 2011 10:35 |
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Per un lettore della seconda ora di tutta la letteratura Bonelliana (della prima ora lo è mio padre) vedere finalmente un manifesto pubblicitario di un film dal titolo DYLAN DOG, nel quale non solo il nome del protagonista, ma anche l'abbigliamento sembra essere lo stesso (certo i tratto somatici di Brandon Ruth non sono quelli di Rupert Everett, sui quali venne originariamente modellato il viso dell'indagatore dell'incubo) è manna dal cielo, pacchia pura; già una volta si provò a trasporre il fumetto sul grande schermo con “Dellamorte Dellamore”(’94), filmone di serie B con protagonista appunto Everett; una storia di cimiteri e zombie (“ritornanti” per dirla alla DYD), chiaramente ispirata a quelle del fumetto italiano più venduto nel mondo (resta negli annali la lugubre scena di sesso “tombale” che vede protagonista la nostrana Anna Falchi). Fu un flop in quanto rigonfio di verve ironica da fumetto, quella cioè che suscita risate per la sua irrealtà.
Quest’anno sembrava fossero rimasti fedeli al personaggio ideato da Tiziano Sclavi nel lontano 1986, eppure basta una prima occhiata al trailer per capire che nel film, di Dylan Dog non v’è traccia: il pacifista, animalista, vegetariano, idealista Dylan dall'innamoramento facile viene sostituito da un duro pistolero, riflessivo e sicuro di sé e – cosa ancor più strana per il celebre personaggio – sapientemente istruito su tutte le stranezze Horror presenti nel film (licantropi, zombie, vampiri ecc.) mentre il nostro beniamino su carta stampata in genere non ha la minima idea di ciò che gli avviene attorno! Certamente nell’Action Movie (perché di questo si tratta) sono presenti alcuni elementi e frasi("Giuda ballerino!"), ricorrenti nel fumetto di Sclavi: ad esempio la cliente che, come sempre accade, finisce a giacere con l'indagatore, già follemente innamorato dopo una sola notte; ma, più in generale, ci troviamo dinanzi a una rivisitazione USA del fumetto ( una "americanata" per capirci) dove il profilo psicologico di Dylan Dog, punto focale del personaggio, è pressoché nullo, soppiantato dalla determinazione del giustiziere di turno e dalle sue frasi alla Vin Diesel. Esilarante, per non dire riprovevole, per un conoscitore della psiche di Dylan, la frase pronunciata dal protagonista poco prima della scena d’azione principale: "Non ci serve un piano, solo pistole più gross
Forse però, a prescindere dal profilo del Dylan Dog cinematografico di Kevin Munroe, la delusione più grande del film (e chi sa di cosa parlo non potrà darmi torto) è soprattutto dovuta alla mancanza dei personaggi che siamo abituati a vedere come spalla dell’indagatore e che aggiungono o tolgono quel velo di ironia malinconica alla trama: il burbero ispettore Bloch e, soprattutto, l’assistente snocciolatore di orrende ma imprescindibili freddure Groucho, ispirato al ben più noto comico Groucho Marx (che, non si sa bene come, per questioni legali può comparire solo sui fumetti ma deve mancare al cinema, perdita irreparabile!) Per spezzare una lancia in suo favore c’è da dire che, per gli amanti del genere, nel film lo Splatter c’è, in abbondanza! |
| Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Settembre 2011 21:44 |