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| Musica prima di ogni altra cosa |
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| di Arianna Di Berardo |
| Martedì 08 Marzo 2011 11:19 |
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Parole di personaggi pubblici o di emeriti sconosciuti, parole di professori con la presunzione di insegnare qualcosa e di alunni con quella di aver imparato; parole di tutto e di niente, sul clima e sul governo, sulle mezze stagioni che ormai non ci sono più e sui clorofluorocarburi che danneggiano l'atmosfera. Parole sulla prossima fine del mondo, parole scritte o sussurrate, pubblicizzanti biancheria intima o incise sul muro di un palazzo, pronte a giurare amore eterno. Parole affascinanti e vuote, di critica o di propaganda, parole sulle love stories del presidente del consiglio e sulla mancanza di un'opposizione; parole stupide e sagge, sincere e bugiarde; parole, parole, parole, come avrebbe cantato Mina.
C'è una tremenda confusione a scaturire da tutto ciò, in questo oceano di verbi e pronomi uniti da congiunzioni, pronunciati da tutti, spesso senza consapevolezza alcuna. E questo genera rumore, percepibile sempre, anche in sottofondo, quando tutti ci convinciamo che, invece, regni il silenzio; è un po' come la radiazione cosmica dell'universo: persiste da un tempo che, per noi umani, sembra essere eterno. Vi chiederete cosa c'entri la musica in tutto questo... Per definizione fisica, la musica è ciò che deriva da varie frequenze aventi in comune l'appartenenza ad una medesima seria armonica. Ho dato l'esame di fisica, ma non mettetemi alla prova con queste spiegazioni scientifiche; potreste pentirvene e la mia facciata di sapienza cadere giù come il muro di Berlino. In parole povere, la musica è tutto ciò che non è rumore; è il suono, l'armonia, la poesia che contrasta il fastidio del frastuono. Ecco perché, in questo cosmo rumoroso e caotico, è meglio essere in grado di sovrastare, anche solo per un po', non parlandoci su, ma accendendo uno stereo, un ipod o mp3 che esso sia o, semplicemente, mettendosi a cantare. Mettete le mani sui tasti di un pianoforte, oppure pizzicate le corde di un basso, prestate l'orecchio al solo di una chitarra o al groove di una batteria. Innamoratevi del testo di una canzone, della voce roca di un cantautore o dell'abilità di un musicista. E poi cantate, ché quello possono farlo tutti; cantate con gli amici sbronzi, a squarciagola, mentre sistemate l'armadio o per la strada; cantate sulla musica alla radio, e restate senza voce dopo un concerto. Cantate per vincere la paura di un esame, o per l'allegria di averlo superato, o anche solo per non pensare di essere stati bocciati. Cantate sotto la doccia, o a un bambino addormentato, inventate parole inglesi o limitatevi a un ritmato "nananana" che funziona sempre. Lasciate che la musica colori le vostre vite, ballateci su in discoteca o da soli, come satiri invasati, davanti a uno specchio. Fate sport con le cuffiette alle orecchie e girate nei locali, anche in quelli meno noti, scovando quelli che, talvolta, si rivelano talenti. Comprate cd, o vecchi vinili o, se volete, in barba all'onestà, affidatevi al caro emule. Purché ascoltiate qualcosa, permettendo alle note di diventare la colonna sonora delle vostre giornate. E non sarete mai soli: avrete sempre quelle canzoni a tenervi compagnia, a farvi piangere o drizzare i peli sul collo per quanto possono esser belle. Nutritevi di musica, anche tra gli scaffali di un supermercato mentre scegliete i biscotti, o mentre guidate nel traffico impazzito. Chiamatele, se volete, emozioni, tanto per citare anche Battisti; e io, dal mio piccolo, posso assicurarvi che la musica ve ne regalerà di indimenticabili. |
| Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Settembre 2011 21:13 |