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| Mondo del lavoro, stress e soluzioni per affrontarlo. |
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| di Donati & Peretti |
| Giovedì 03 Marzo 2011 11:24 |
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Voglio solo aggiungere l’importanza dello stress come fattore in senso positivo (eustress) o negativo (distress) (il primo autore che lo distinse fu Selye).
Questa distinzione fece emergere il concetto di stress inteso anche come processo finalizzato ad un miglior adattamento all’ambiente e quindi come stimoli necessari ad una reazione di adattamento. Lo stress negativo o distress si ha quando stimoli stressanti, perdurano nel tempo e instaurano un logorio progressivo fino alla rottura delle difese psicofisiche. Lo stress positivo o eustress si ha, invece, quando uno o più stimoli, anche di natura diversa, allenano la capacità di adattamento psicofisica individuale. L’eustress è una forma di energia utilizzata per poter più agevolmente raggiungere un obiettivo e l’individuo ha bisogno di questi stimoli ambientali che lo spingono ad adattarsi. Laddove invece l’intensità la frequenza e la durata dello stimolo non riescono ad attivare tale processo, si instaura una risposta di stress che non dipende tanto dalle caratteristiche dell’agente stressante quanto dalla risonanza psicologica soggettiva. Nell’ambiente in cui viviamo ogni giorno, ogni momento ci sono dei fattori stressogeni, dalla famiglia, al partner, alle amicizie e all’ambiente lavorativo! Esiste una branca della psicologia chiamata “la psicologia del lavoro o psicologia delle organizzazioni” è lo studio dei comportamenti delle persone nel contesto lavorativo e nello svolgimento della loro attività professionale in rapporto alle relazioni interpersonali, ai compiti da svolgere, alle regole e al funzionamento dell'organizzazione. In altre parole, la psicologia del lavoro cerca di favorire sia il massimo benessere per le persone che lavorano, sia il massimo vantaggio per l'organizzazione per cui lavorano; migliorare le condizioni psicologiche, la motivazione ed i rapporti con gli interlocutori di ruolo, con l'azienda e con l'ambiente di lavoro in genere. Si possono sviluppare stati di sofferenza organica e psicologica correlati a fattori di stress a origine lavorativa; queste posso derivare dalla struttura dell’ambiente in senso pratico esempio la luce in una stanza, i tempi di lavoro (o di studio, ragazzi chi studia sta lavorando!), come sono strutturate le pause, e anche le relazioni con i proprio pari, colleghi e i rapporti con chi nella scala gerarchica ha più potere, il capo! Quando si parla di stress continuativi in questi settori possono avere delle conseguenze somatiche e psicologiche nella persona. Al livello relazionale si possono verificare molestie morali e abuso di potere che hanno un nome preciso quale Mobbing “insieme di comportamenti violenti (abusi psicologici, angherie, vessazioni, demansionamento, emarginazione, umiliazioni, maldicenze, ostracizzazione, etc. perpetrati da parte di uno o più individui nei confronti di un altro individuo, prolungato nel tempo e lesivo della dignità personale e professionale”. Tipi di mobbing: gerarchico (o verticale) , tra colleghi (o orizzontale) strategico che corrisponde ad un preciso disegno di esclusione di un individuo; emozionale o relazionale non vi è volontà strategica ma esclusione affettiva. Questo tipo di situazione porta l’individuo ad avere difficoltà: emotive, affettive, relazionali e decisionali anche fuori dall’ambiente di lavoro! Descriviamo, ora anche la possibilità di uscire da questa situazione o di non entrarci per niente! Importante è aumentare e sviluppare l’empowerment individuale e l’empowermernt comunitario o/e aziendale! Introduciamo il concetto di Empowerment che fa riferimento all'accrescimento spirituale, politico, sociale o della forza economica di un individuo o una comunità. Spesso tale concetto fa riferimento allo sviluppo della fiducia nelle proprie capacità. L'empowerment può quindi definirsi come un processo che dal punto di vista di chi lo esperisce, significa "sentire di avere potere" o "sentire di essere in grado di fare". È un concetto multilivello, che rinvia ad un livello individuale e ad uno sociale e di comunità. Appare così il frutto del concorrere del senso di padronanza e di controllo raggiunto dal soggetto (livello psicologico), e delle risorse/opportunità offerte dall'ambiente in cui il soggetto vive (livello sociale e di comunità). Per stare bene e ritrovarsi nel ben-essere sono da considerare e condividere in un gruppo lavorativo e non: Principio e valori. I membri dei team hanno un comune obiettivo di gruppo. Empowerment. I membri del team hanno l’autorità per agire e prendere decisioni all’interno di limiti prestabiliti. Hanno l’autonomia, l’opportunità e l’abilità per sperimentare il loro potere personale e collettivo. Relazioni e comunicazione. Un gruppo di persone si impegna ad una comunicazione chiara. La gente sente di poter correre dei rischi e condividere pensieri, opinioni e sentimenti senza paura. Flessibilità. Tutti i membri sono interdipendenti e comprendono di essere tutti responsabili della performance, dello sviluppo e della leadership del team. Viene riconosciuta l’inevitabilità del cambiamento e vi è la capacità di adattarsi alle condizioni mutevoli. Riconoscimento e apprezzamento. Esistono un riscontro e un riconoscimento continui e positivi da parte dei membri, del leader e dell’organizzazione. Il riconoscimento rinforza il comportamento, costruisce la stima e aumenta un sentimento di valore e di realizzazione. Morale. Se gli altri elementi sono a posto, il morale è alto. I membri sono entusiasti del loro lavoro, sono orgogliosi dei loro risultati e di far parte della squadra. Quindi forza che l’empowerment lo possiamo accrescere noi!!! a cura di Dott.ssa Alessia Donati Lettura consigliata - Francescato D., Tomai M., Solimero A., lavorare e decidere meglio in organizzazioni empowering ed empowered, Franco Angeli.
Chi di voi in particolari situazioni di vita non si è trovato ad affermare : Sono stressato! Quanti non hanno mai avuto a che fare con un attività stressante? Un amico stressante? Addirittura un amore stressante? Lo stress alberga padrone nelle vite di ognuno ed è bene accettare questa ,se pur scomoda ,verità,nel tentativo consapevole di contrastarla. Gli eventi stressogeni sono nascosti dietro ogni angolo pronti ad assalirci come sanguisughe. Una piccola dose di stress, eustress, o meglio stress positivo, è assolutamente funzionale alla risposta adattativa che l’individuo pone in essere in condizioni conflittuali o cariche emotivamente; ma al contrario uno stress prolungato nel tempo, il cosiddetto distress, stress negativo, perde completamente la sua forza adattativa e si trasforma in un fattore invalidante l’iter di vita ,obbligando l’individuo ad attuare buone strategie per fronteggiarlo, tecnicamente una buona risposta di coping. Il termine ormai è divenuto uno slogan comune e popolare per indicare qual si voglia situazione di squilibrio emotivo e fisico. Che lo stress sia sempre esistito insomma, anche e forse soprattutto ,nell’ambito lavorativo lo si sa. Dove va rintracciata allora la novità? Lo stress da lavoro è considerato,a livello internazionale,europeo e nazionale, un problema sia dai datori di lavoro che dai lavoratori. Avendo individuato l’esigenza di un’azione comune e specifica in relazione a questa nuova malattia professionale e anticipando una consultazione sullo stress da parte della Commissione, le parti sociali europee hanno inserito questo tema nel programma-lavoro del dialogo sociale 2003/2004 ( Accordo europeo dell’8/ottobre/2004 d.lgs.9aprile 2008,n81). In data 28 /02 presso la sede del Sindacato Ugl in via Margutta , Roma , si è tenuto un interessantissimo work -shop incentrato proprio sulla presentazione delle prime metodologie ed opere di sensibilizzazione nel tentativo di ridurre stress lavoro-correlato. Ma cos’è in realtà lo stress lavoro correlato? Può essere inteso proprio come una degenerazione del normale ciclo produttivo che nel tempo porta il lavoratore ad una condizione di esaurimento delle risorse fisiche ed intellettuali , a malattie ed infortuni ed ancora ad errori frequenti con conseguente calo della produttività. Quando si ha allora stress-lavoro-correlato? Si ha quando le richieste di lavoro non corrispondono alle capacità, risorse o bisogni del lavoratore. Quali sono i sintomi indicativi di un caso di stress-lavoro correlato? I primi avvertimenti , che in gergo tecnico definiamo sintomi sentinella,consistono in un alto tasso di assenteismo, un elevata rotazione del personale, frequenti conflitti interpersonali, lamentele , insoddisfazione generalizzata,perdita di interesse verso il lavoro stesso e motivazione a completare l’opera solo in vista di remunerazione. Come valutiamo una situazione di stress-lavoro correlato? La metodologia sperimentale, in corso di validazione scientifica, si basa sulla raccolta di dati empirici, mediante una valutazione oggettiva e soggettiva ; quest’ultima effettuata direttamente sui soggetti-lavoratori mediante interviste e questionari indicatori e l‘apporto di una figura competente quale uno Psicologo prima,e successivamente tenendo conto dei fattori oggettivi disponibili direttamente all’interno dell’azienda (percentuali di infortuni, turnover..ect). Credo che considerare il problema dello stress sul lavoro possa voler dire maggiore efficienza e deciso miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro,con conseguenti benefici economici e sociali per le aziende, i lavoratori e la società nel suo insieme. In fine tengo a specificare di aver deciso di scrivere in merito a ciò, in quanto sono profondamente convinta che il lavoro sia la più alta forma di autorealizzazione umana e che il progresso tecnologico e culturale debba sempre configurarsi come processo di cambiamento finalizzato ad un miglioramento del benessere individuale e della comunità tutta. La mia vuole essere una breve e modesta riflessione su una tematica tanto amplia e complessa con l'intento di sensibilizzare specialmente i più giovani,leve del futuro, sulla questione sociale. Fannulloni no!, per dirla alla Brunetta maniera , ma neanche pezzi di un alienante catena di montaggio dove l’essere individuale non ha modo di nobilitarsi tramite la propria attività! Il lavoro è vita ed in quanto tale va svolto nel pieno benessere fisico e psichico, un diritto fondamentale per ogni lavoratore. A cura di Sara Peretti |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Marzo 2011 11:37 |